Anghiari

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Pochi vicoli stretti e fascinosi fatti di case medievali che si affacciano sulla vallata sottostante che pare infinita, fino a scorgere i monti della Verna. Questa è Anghiari.




Il nome Anghiari, deriva secondo la tradizione dall’aggettivo ang(u)lare, perché si riferisce alle caratteristiche ben visibili del colle su cui sorge il paese. Il nome “Anglare”, utilizzato per descrivere la località, lo troviamo già in un documento del 940. Le popolazioni del fondovalle a causa delle scorrerie dei barbari cominciarono ad abbandonare le campagne per rifugiarsi sulle alture, e Anghiari, con il suo ammasso di roccia che domina la valle, residuo del preistorico Lago Tiberino che probabilmente sommergeva tutta l’odierna alta valle del Tevere, si prestò molto bene allo scopo.

anghiari vista dall'alto
Anghiari vista dall’alto

Una delle memorie più antiche che riguardano la cittadina di Anghiari risale all’anno 1083, quando in un documento viene descritto l’acquisto da parte di un “certo” Bernardino di Bernardo di una parte del castello da suo fratello. Circa vent’anni dopo lo stesso Bernardino donò il castello ed altri suoi possedimenti al priore di Camaldoli, affinché qui fosse fondato un monastero di quella regola. Da qui ebbe inizio la costruzione dell’Abbazia, che prese il nome di San Bartolomeo. L’Abbazia divenne un centro amministrativo di rilievo ed assunse molta importanza tanto che una buon numero di popolazione cominciò a “gravitare” intorno ad essa.

Nel 1136 Anghiari ottenne l’indipendenza dalla limitrofa Pieve di Micciano a cui era soggetto.

Il Castello, e la cittadina stessa furono negli anni a venire molto contesi tra Arezzo, Perugia e Milano, ma è il 29 Giugno 1440, la data simbolo della città di Anghiari, grazie alla quale divenne in seguito conosciuta in tutto il mondo.

L’esercito di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, si scontrò nella piana fra Anghiari e Sansepolcro con l’esercito fiorentino di Giampaolo Orsini. La vittoria dei fiorentini, come dice il Machiavelli “dopo ventiquattro ore” convinse il duca milanese ad abbandonare ogni idea di conquista della Toscana.

Questa battaglia è descritta molto bene nel Museo della Battaglia e di Anghiari, che ha sede nel Palazzo del Marzocco.

Passata sotto il dominio di Firenze, Anghiari e Sansepolcro conobbero un periodo di benessere artistico, economico e culturale, anche se non mancarono rivalità fra le due cittadine. Una, divenuta quasi leggenda è descritta dal sacerdote anghiarese Federigo Nomi: si tratta di una lotta scoppiata per un catenaccio della Porta Sant’Angelo di Anghiari, rubato nel 1450. Il chiavistello, dopo essere rimasto tre secoli a Sansepolcro nella Torre del Berta, fu riconquistato dai proprietari e riportato in città.

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Edifici storico-religiosi da visitare.

Anghiari ha conservato il suo tratto medievale anche in seguito a tutte le vicende storico artistiche degli anni successivi. Molti sono gli edifici, soprattutto religiosi, che vale la pena visitare.

La Chiesa di Sant’Agostino, costruita forse alla fine del XII secolo, rimaneggiata con un innesto di un portale rinascimentale nella facciata romanica.

L’antica Chiesa di San Bartolomeo apostolo, fondata poco dopo l’anno mille, al cui interno si conserva un dossale di pietra che la tradizione vuole sia stato scolpito da Desiderio da Settignano.

C’è poi il Palazzo Pretorio, decorato nella facciata con affreschi e con stemmi che si riferiscono ai casati di appartenenza dei vicari o dei commissari che si susseguirono nell’amministrare il comune.

Il Palazzo del Marzocco, sede oggigiorno del Museo della Battaglia e di Anghiari.

Anghiari è divenuta famosa con il tempo per l’artigianato e la produzione di armi. Già in antichità inoltre, qui si tenevano settimanalmente mercati di lana. Per questo motivo sorsero presto lanifici, tintorie e fabbriche di cappelli di feltro. Per via della sua natura e della sua “vocazione” a difendersi nacquero anche molti “artigiani delle armi”, dediti alla fabbricazione di fucili e pistole. Tutto questo è ben descritto sempre nel Museo della Battaglia e di Anghiari.

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