Gran Principe Ferdinando: una mostra alla Villa medicea di Poggio a Caiano

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Anche alla Villa medicea di Poggio a Caiano si celebrano i 300 anni dalla morte del Gran Principe Ferdinando de’ Medici (1663 – 1713). Lo storico edificio, infatti, fu una delle residenze preferite del primogenito del granduca Cosimo III, destinato a succedergli nel governo della Toscana. Così, in concomitanza con la grande mostra dedicata al Gran Principe nella Galleria degli Uffizi, nella Villa del Poggio venerdì 5 luglio alle 17.15 si inaugura “Per il Gran Principe Ferdinando. Nature morte, paesi, bambocciate e caramogi dalle collezioni medicee”.
Diretta da Maria Matilde Simari, la mostra proseguirà fino al prossimo 5 novembre, ed è visitabile,con  ingresso libero; secondo gli orari di apertura del Museo della Natura morta (ore 9; 10; 11; 12; 14; 15; 16; 17 18 durante luglio e agosto; nei mesi di settembre e ottobre l’ultima visita è alle ore 17).

Hermann Saftleven detto Hermann Sagot Levin, Veduta fluviale con imbarcazioni e  pescatori.
Hermann Saftleven detto Hermann Sagot Levin, Veduta fluviale con imbarcazioni e
pescatori.

Si tratta di un percorso attraverso 14 sale del Museo della Natura Morta – che ha sede nella stessa villa – evidenziando le opere di certa appartenenza alle sue raccolte e infine, al termine del percorso, una sala viene dedicata a due diversi aspetti dei suoi gusti di collezionista, quello volto alle pitture di piccole dimensioni e quello indirizzato alle pitture di genere ovvero le vedute, le bambocciate, e i dipinti grotteschi e giocosi dove i protagonisti sono pigmei e nani ovvero i ridicoli caramogi.
Nell’Inventario dei beni del Gran Principe steso alla sua morte, nel 1713, sono ricordati ben 16 dipinti con caramogi intenti ai più vari giochi e attività, e per uno di essi viene esplicitamente menzionato quale autore il bresciano Faustino Bocchi, noto specialista ‘del figurar pigmei’ che pare abbia soggiornato alla corte granducale e che comunque Ferdinando può aver conosciuto durante un suo viaggio in Veneto e Lombardia nel 1688. L’attenzione a questo particolare genere grottesco si collega alle memorie che ricordando Ferdinando come appassionato di sonetti scherzosi, di ‘burlette burlesche’, di poeti in ottava rima, di comici e istrioni.
Con la piccola rassegna di opere esposte nella sala dedicata al Gran Principe Ferdinando nel Museo della Natura Morta della Villa di Poggio a Caiano si propone un sintetico excursus sui generi delle vedute di paesi, delle bambocciate, dei caramogi, amati da Ferdinando esponendo pitture abitualmente non visibili perché conservate nei Depositi delle Gallerie fiorentine e di altri istituti. Si presenta inoltre un inedito dipinto di Bartolomeo Ligozzi del quale è stata rinvenuta data e firma.
Completano la rassegna alcuni manoscritti antichi e libri a stampa con la memoria della personalità eclettica di Ferdinando, colto, appassionato e curioso collezionista ricordato, però, anche come uomo cordiale, affabile e umorista. “Nella di lui morte morì anche il brio e la letizia nella città di Firenze e nella Toscana” ci ricorda una delle memorie manoscritte.
Da sottolineare che il Gran Principe Ferdinando non fu attratto soltanto dalla grande pittura di figura e dai più celebri pittori del Cinquecento e Seicento (Tiziano, Parmigianino, Sebastiano Ricci), ma anche da artisti impegnati in aspetti e generi artistici collaterali che non si possono certo definire minori perché hanno caratterizzato il gusto del Seicento con una particolare e nuova impronta: i fioranti, i vedutisti, i petits maîtres olandesi, i bamboccianti e i caricaturisti.
Il Gran Principe ed il Poggio.
La Villa medicea di Poggio a Caiano fu la preferita di Ferdinando ed è proprio qui, fino al prossimo autunno inoltrato, che si vuole ricordare la sua figura. In questo luogo il Gran Principe trascorreva i periodi primaverili e autunnali dedicandosi a cavalcare i suoi cavalli berberi, godendo di raffinati concerti e opere organizzati nel teatro della villa, occupandosi dell’organizzazione di una sua particolare collezione di dipinti di piccolo formato, il cosiddetto Gabinetto di opere in piccolo divenuto poi celebre esempio di raccolta tardo seicentesca.
Inoltre un’importante testimonianza delle committenze di Ferdinando per la Villa del Poggio è fortunatamente rimasta nel grande affresco di Anton Domenico Gabbiani con Cosimo de’ Medici presentato da Firenze a Giove del 1698 visibile al primo piano sul soffitto della sala ‘dei pranzi’. Questa pittura mostra l’aspetto celebrativo e ufficiale del gusto di corte, ma suscitano interesse e meritano di essere indagati anche altri aspetti della personalità di Ferdinando che fu anche uomo curioso e interessato verso tutti i generi artistici.