“Le vie degli Uffizi”: l’App per scoprire la storia delle opere esposte

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Giovedì 8 novembre, alle 18.30 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si terrà la
presentazione del progetto “Le Vie degli Uffizi” a cura della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze.

La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più conosciuti e rilevanti al mondo e il più visitato in Italia. Le sue opere, collezionate dai Medici a partire dal XVI secolo, sono tra i capolavori maggiori a livello mondiale. Molte di esse però erano in origine destinate a luoghi del territorio fiorentino o toscano, dai quali sono state rimosse per entrare a far parte della collezione. Il progetto Le Vie degli Uffizi intende proporre il ritorno virtuale nei loro luoghi d’origine delle tantissime opere di origine fiorentina, o del territorio circostante, poi entrate a far parte della collezione degli Uffizi.
Scaricando un’App per smartphone, o consultando il sito web del Polo Museale o della Fondazione
Florens, sarà possibile conoscere il luogo di provenienza dell’opera che si sta guardando, geolocalizzarlo
sulla mappa, aprire una breve scheda che rechi l’immagine dell’opera, l’autore, la datazione e ne
specifichi la provenienza, con l’indicazione della chiesa, o monastero, oratorio o palazzo per il quale era
stato creato.

Il progetto è finalizzato sia alla contestualizzazione dell’immenso patrimonio delle opere
d’arte conservate nelle gallerie fiorentine, sia alla valorizzazione delle loro antiche sedi originarie, siano
esse entro o al di fuori della città di Firenze. Scopo ultimo è quindi quello di ampliare la conoscenza non
solo della ricchezza storico-artistica della Galleria, ma anche dei luoghi meno noti della città e del
territorio toscano, valorizzandone tutti gli aspetti, compresi quelli relativi alle tradizioni alimentari,
agricole e artigianali. Il progetto si rivolge a tutti i tipi di utenza, dal turista di passaggio allo studioso e
nasce dalla considerazione della crescita di un’utenza sempre più sensibile a conoscere e conservare
un’eredità – e un’identità – che per essere apprezzata compiutamente, e quindi assunta come propria,
richiede la conoscenza del contesto in cui è nata. Il progetto realizzato in collaborazione con Fondazione
Florens, Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo
Museale della città di Firenze e Parallelo Sas (società specializzata in informatica applicata ai beni
culturali), non ha ad oggi alcun precedente nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali ed
ambientali.