Obiettivo Futuro. La mostra a Univercity 2012

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Interrogarsi sul futuro cercandone una pianificazione, una quadratura: una meccanica così insita nell’animo umano da risultare quasi banale, ma niente appare più effimero e incerto del risultato stesso delle nostre azioni e del tempo che ci divide da esso. Niente appare più impalpabile e aleatorio dello stesso futuro. Una riflessione che sta alla base delle installazioni ideate per la quarta edizione di Univercity da tre artisti attivi su territorio nazionale: Ivano Cappelli, Murat Önol e Rudy Pulcinelli; tre opere con una forte identità e, seppur estremamente diversificate tra loro, accomunate dal proposito di trovare nell’ “hic et nunc” una possibilità di riflessione, lasciando un segno tangibile e propizio per il domani. La mostra sarà inaugurata Martedì 3 luglio alle ore 19.30 nel parcheggio della Stazione di Prato Porta al Serraglio e proseguirà fino al 6 luglio, accompagnando tutta la durata del festival Univercity 2012.

La terra trema (Prato, 15 Gennaio 1944) – carboncini e gessetti su parate in poroton, 30m. L’opera fa parte del ciclo di interventi che Ivano Cappelli ha realizzato in città colpite da bombardamenti; un’opera di street-art realizzata a con carboncini e gessetti dove il segno del sismografo diventa la sintesi grafica di una memoria sociale, segnata dal dramma della guerra. Un simbolo che diventa metafora di una cicatrice, memento del lato più cupo della nostra storia, per chi non vuole dimenticare e per chi ha bisogno di conoscere.

Prato è una provincia – Cartine e mappe di Prato, dimensioni variabili. “Per quale ragione – se si eccettua il coefficiente di rarità – l’uomo s’adorna di collane e di conchiglie e non di tele di ragno, della pelliccia delle volpi e non delle loro budella? Vorrei proprio saperlo. Il fango, i rifiuti e il sudiciume che accompagnano l’uomo per tutta la vita, non dovrebbero essergli cari, e non significa forse rendergli un buon servizio ricordandogli la loro bellezza?” (cit. Jean Dubuffet). Parole note, quelle presenti nella sua Riabilitazione del fango, dove la bellezza si presenta strettamente connessa con il ciclo biologico dell’uomo e mostrano quanta armonia risieda anche nell’ultimo dei suoi elaborati; una connessione tanto salda da risultare impalpabile. D’altronde, come scindere le parti, i composti organici e riuscire a mantenere la completezza del loro unicum? Perdere la visione d’insieme o ancor più, non riuscire a comporla ci priva del godimento della bellezza tanto propugnata dallo stesso Dubuffet, ma il processo di ricomposizione appare meticoloso, impegnativo, criptico talvolta.

E allora questo si trasforma in un augurio per riuscire a scoprire nuova bellezza in ogni aspetto del proprio quotidiano, bellezza che deve creare ponti scavalcando le relative diversità, a favore di quanto ci è comune e ci accomuna.

Dialoghi (s)offerti – cotone grezzo, carbone, legno e acrilico – dimensioni: 4.5m x 2,5m x 2,5m. Una duplicità insita nel titolo dell’opera di Rudy Pulcinelli che mostra quanto di incerto ci sia nel futuro, ma che pone le basi per un confronto tra le differenti culture ed etnie presenti in una città che, in scala ridotta, sta divenendo sempre più cosmopolita. Su un assemblaggio di cotoni grezzi prodotti in loco, interverrà rappresentando graficamente i sette alfabeti più diffusi al mondo dando vita a un intreccio metalinguistico a favore di una comunicazione interculturale. Un progetto che prevede la diretta partecipazione dei visitatori, che potranno lasciare le loro impressioni scritte in un’urna posta davanti all’opera stessa, come parte integrante e vitale del dialogo.

Una speranza, un augurio propizio oltre la drammaticità e l’intolleranza è il filo rosso che lega queste tre opere che rimanda ad un pensiero di Karl Popper in Tutta la vita è risolvere problemi: “Tutto quello che il mio ottimismo in relazione al presente può dare per il futuro è speranza.”

Silvia Mordini

La mostra è organizzata da C.A.O.S. Fonderia CultArt  e  curata da Silvia Mordini.

Obiettivo Futuro: dal 3 al 6 luglio 2012 – Parcheggio della Stazione di Prato Porta al Serraglio – Prato

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